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L'unico vero deterrente alla violenza sulle donne

17 December 2021


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L'unico vero deterrente alla violenza sulle donne? La prevenzione.

Come sottolineato anche dall'associazione di supporto all'emancipazione femminile Arcidonna, un grande assente del Ddl contro la violenza sulle donne è proprio un focus sulla prevenzione.

Secondo l'ISTAT prevenire la violenza significa "[...] Combattere le sue radici culturali e le sue cause. Per questo sono essenziali le strategie politiche mirate all'educazione, alla sensibilizzazione, al riconoscimento ed alla realizzazione delle pari opportunità in ogni ambito della vita pubblica e privata [...]"

Sempre il sito dell'Istituto riporta quali siano le azioni concrete messe in campo dal Governo. Tra le quali si notano idee e spunti ottimi: la sensibilizzazione dell'opinione pubblica e del settore privato, la formazione di operatori ed operatrici del settore pubblico e viene soprattutto sottolineata l'importanza dell'offerta formativa nelle scuole, la quale dovrebbe includere il superamento dei ruoli di genere, l'educazione alla parità tra i sessi, e molto altro.

Tutto perfetto, ottimo, quasi avveniristico.
Ma, di fatto, tutta questa buona volontà che traccia lascia nella quotidianità?
Quali di questi buoni propositi vengono realmente messi in pratica nella nostra società?
Pochi, forse nessuno.

Sì perché, a conti fatti, l'unica vera arma che abbiamo per sconfiggere questa piaga sociale resta quella di insegnare, di formare persone empatiche, persone capaci di mettersi nei panni degli altri, di capire il punto di vista di qualcuno diverso da se stesso. Insomma individui meno egoisti.

Solo persone sensibili ed in grado di sensibilizzarne altre potrebbero sgretolare quelle rocce secolari che rappresentano il maschilismo, la violenza, le sopraffazioni, la possessività e su cui la nostra società poggia.

Questi obiettivi sono però raggiungibili solo nel lungo periodo.
Quindi, nell'immediato, come si potrebbe prevenire la violenza psicologica, fisica, sessuale, ma anche economica che ogni giorno decine, se non centinaia, di donne subiscono, anche senza la possibilità di denunciarla?

Si potrebbero individuare i seguenti punti focali:
Educazione: dell'importanza del primo abbiamo già parlato: individui empatici creano individui empatici.
Rieducazione: "La pena DEVE tendere alla RIEDUCAZIONE del condannato", questo è quanto ci dice l'Art.27 della nostra Costituzione, ma in un Paese giustizialista come il nostro nessuno, o quasi, si interessa alle condizioni dei carcerati, l'importante è non vederli, poi cosa succeda lì non è affar nostro. Sono queste le opinioni che rallentano lo sviluppo della società.
Strumenti: A partire chiaramente dal WinLet, ma non solo come strumento in sé, parlo di tutto l'universo WinLet: degli articoli del magazine (in particolare vi rimando all'intervista con l'esperto di autodifesa Alberto Barbieri), del supporto psicologico e legale fornito a tutti gli abbonati, della community inclusiva e sempre pronta ad aiutarsi, della possibilità di avere sempre qualcuno con cui parlare e confrontarsi.

Sì perché WinLet è anche, e soprattutto, questo: è supporto reciproco, è aiuto indiscriminato, è solidarietà, ma soprattutto è parte di te, è il tuo angelo custode

A cura di Martin Quattrini